sabato 23 gennaio 2016

ALIMENTAZIONE EREDITARIETA' SALUTE

ALIMENTAZIONE  EREDITARIETA'  SALUTE 
Il cibo consumato quotidianamente lascia una traccia a livello genetico così come l'alimentazione seguita dalle generazioni precedenti. Il modo con cui un individuo si cura e si amministra a livello fisico ed alimentare può dar luogo a conseguenze positive sulle generazioni successive. La salute può essere quindi influenzata dalla condotta individuale e dall'eredità dei geni così come le carenze dietetiche possono condizionare lo stato di salute presente e possono influire anche sulla discendenza.
Siamo ciò che mangiamo, ma anche ciò che hanno mangiato i nostri avi. Una responsabilità, questa, da non dimenticare per lasciare un' eredità genetica positiva ai propri figli insieme ad un' educazione alimentare nella quotidianità.
La dieta mediterranea è quella che offre la risposta migliore alle necessità alimentari e, quando associata ad una sana attività fisica, comporta un miglioramento complessivo dell'organismo.

mercoledì 20 gennaio 2016

FOTOGRAFIA ALIMENTARE DELLA POPOLAZIONE ITALIANA

FOTOGRAFIA ALIMENTARE DELLA POPOLAZIONE ITALIANA
Secondo recenti studi oltre il 20% dei bambini italiani è sovrappeso, con obesità del 7,6 %  e 2,2% gravemente obesi,  con una prevalenza nelle regioni del Sud. I dati, riferiti al 2014, testimoniano come vi siano ancora abitudini alimentari sbagliate. L'8% dei bambini salta la prima colazione, ma ben 31% effettua una colazione non adeguata dal punto di vista nutrizionale, mentre il 52% assume una merenda abbondante. Il 16% dei bambini sono sedentari e un 18% impegnati in un'attività fisica minimale. Anche i ragazzi di età maggiore seguono diete sbagliate con consumo di bevande zuccherate e gasate. Si riscontra maggior attenzione alla dieta e al consumo di frutta e verdura da parte delle ragazze rispetto ai coetanei dell'altro sesso che però sono più virtuosi nella pratica dell'attività fisica quotidiana.
Dalla maggiore età fino ai 69 anni il 32%  è sovrappeso e il 10% obeso, anche in questo caso con prevalenza nelle regioni del Sud Italia. La sedentarietà caratterizza il 31% degli adulti, dato a cui si deve associare un altro 36% di persone parzialmente sedentarie, con solo un terzo definibile come campione attivo. Anche gli ultra-sessantacinquenni, secondo rilevazioni del 2012-2013, mostrano valori non ottimali. Il 57% è sovrappeso e di questo il 42% sono obesi, per la maggioranza maschile, specialmente in concomitanza con un tasso d'istruzione basso. Il 43% consuma 3 o più porzioni di frutta e verdura al giorno e solo l'11% rispetta le regole delle 5 porzioni. E' difficile stimare la sedentarietà, considerando il calo di attività degli anziani, ma in base a parametri di riferimento si nota come con l'avanzare dell'età aumenti contestualmente il numero delle persone non attive.

martedì 19 gennaio 2016

IL BENESSERE DIPENDE ANCHE DA COME SI PASSEGGIA

IL BENESSERE DIPENDE ANCHE DA COME SI PASSEGGIA


Fare lunghe passeggiate fa bene, ma si ottengono benefici diversi secondo il passo che si  tiene.

Camminare lentamente è un buon modo per mantenere sotto controllo la quantità di zuccheri nel sangue ed è quindi utile per chi è a rischio diabete.

Camminare a passo sostenuto è salutare per chi ha problemi di perdita di calcio dalle ossa. 

Che cosa è utile invece per chi vuole perdere solo peso?

Camminare lentamente è in questo caso più vantaggioso, per il fatto che è un esercizio aerobico, e quindi, dopo i primi venti minuti, i muscoli bruciano, oltre ai carboidrati, anche i grassi, cosa che non avviene in chi cammina velocemente o fa una rapida corsa per brevi percorsi ad esempio 100 metri. Quest'ultimo  tipo di esercizio è anaerobico e dipende soprattutto dal consumo dei carboidrati.


domenica 17 gennaio 2016

A PARITA' DI PESO, UN CIBO COTTO HA PIU' O MENO CALORIE DI UNO CRUDO?

A PARITA' DI PESO, UN CIBO COTTO
HA PIU' O MENO CALORIE DI UNO CRUDO?

 Alcuni alimenti, come ad esempio pasta o riso, durante la cottura assorbono acqua; quindi aumentano di volume, di peso e diminuisce il loro valore calorico proprio a causa della presenza di acqua che non ha calorie. Altri invece, come la carne, cuocendo perdono acqua, e a parità di peso sono più energetici da cotti che da crudi. Senza contare che in cottura si aggiungono spesso condimenti e, quindi, calorie. Per omogeneità e per comodità, le tabelle dei valori calorici vengono fornite sempre per gli alimenti crudi. 


mercoledì 6 gennaio 2016

TORNIAMO IN FORMA DOPO LE FESTE

TORNIAMO IN FORMA DOPO LE FESTE
Opera di Franca Pisani

"La bellezza è come una gemma preziosa,per la quale la migliore montatura è la più semplice"
Francesco Bacone
A dicembre c'è stato un susseguirsi di pranzi e cene con colleghi di lavoro, amici e parenti. I pasti sono stati più elaborati del solito accompagnati da alcolici e dolci di vario tipo. In poche parole abbiamo mangiato di più e 
qualcuno si è anche accorto di essere aumentato di peso. Ma la sensazione di fame per molti non si è placata. Come si spiega, allora, questa anomala sensazione di fame pur avendo mangiato oltre il proprio fabbisogno? Si spiega con un alterato equilibrio ormonale. E' avvenuto che l'eccesso di cibo, soprattutto per presenza di dolci, ha stimolato il pancreas a produrre alti picchi di insulina tali da abbassare repentinamente gli zuccheri del sangue in modo da creare un bisogno di altri zuccheri e quindi di cibo. Per placare questa anomala sensazione di fame e ritornare progressivamente ad un giusto equilibrio ormonale è necessario ricorrere alle verdure tipiche del mese di gennaio: cavolo nero e tutti gli altri cavoli, broccoli, carciofi. Hanno molte fibre che danno un buon senso di sazietà ed inoltre agiscono sul pancreas come un cuscinetto in modo da sollecitarlo meno energicamente fino a produrre picchi più bassi d'insulina. Il cavolo nero ha inoltre molte proprietà benefiche insieme a tutta la famiglia dei cavoli ad esempio minerali come ferro e calcio in forma facilmente biodisponibile. I carciofi hanno una benefica azione sul fegato messo a dura prova oltre che dal cibo anche dagli alcolici.Tutte queste verdure si possono mangiare crude in insalate, bollire in poca acqua salata, saltare con poco olio, cuocere a vapore, stufare e preparare zuppe,minestre ed anche primi le cui ricette sono numerose ed anche appetitose nella nostra tradizione culinaria. Un buon aiuto per il fegato può venire anche dagli agrumi: limoni ed arance. Si possono preparare inoltre tisane spezzafame con malva, gramigna,calendula, sfiammanti e diuretiche, da bere durante la giornata.Non dimentichiamo poi il movimento di grande aiuto per il fegato nella sua funzione depurativa oltre che per lo smaltimento dei grassi accumulati in eccesso. Basta semplicemente camminare non c'è bisogno di fare grandi sforzi.
Opera di Franca Pisani

mercoledì 30 dicembre 2015

FAR FESTA RESTANDO IN LINEA

FAR FESTA RESTANDO IN LINEA
Sculture di Franca Pisani

Si possono godere le feste a tavola senza scontare a feste finite  una pena a livello di linea  e di chili in più. E' importante che ai pasti succulenti di Natale facciano seguito delle pause di qualche giorno fino a Capodanno con strategie alimentari a base di erbe, fibre ed agrumi in grado di aiutare l'organismo a smaltire le calorie in eccesso e a ridurre il senso di fame prevenendo l'accumulo di grassi nei tessuti.

SPREMUTE DI ARANCE E POMPELMI da bere senza zucchero 20 minuti prima dei pasti principali e durante la giornata: a colazione, a metà mattina e metà pomeriggio.

ESEMPI DI RICETTE PIATTI UNICI LEGGERI E SAZIANTI: gamberetti con patate e porri; filetti di merluzzo al cartoccio con agrumi; pasta con con lenticchie; scaloppine di tacchino in salsa di yogurt; insalata di patate, carote, mais e uova.      
Sono ricette buone per “recuperare” dopo i pranzi e cenoni di Natale, ma possono essere sulla tavola anche a capodanno per festeggiare in grande leggerezza.

Naturalmente non dimentichiamo anche il MOVIMENTO. Camminare e passeggiare anche a passo lento va sempre bene per tutti anche per chi ha qualche problema fisico e di salute.
Opera pittorica di Franca Pisani

martedì 22 dicembre 2015

DOLCI DELLE FESTE: VINCE ANCORA LA TRADIZIONE

I DOLCI DI NATALE
IL PANETTONE
Dolce tipico milanese il cui nome forse deriva dalla parola “panett”, che si riferisce al panetto di pasta lievitata base della sua preparazione, ha la farina come ingrediente presente in maggior quantità. Poi seguono: zucchero, latte,burro, uova, uvette,canditi, aromi, emulsionanti e, talvolta, conservanti. La ricetta è semplice, ma la preparazione molto lunga: sono necessari 2 o 3 giorni. Il dolce è preparato con il lievito naturale che ha una lievitazione lenta.Vengono fatti impasti successivi dove vengono aggiunti mano a mano gli ingredienti. Il contenuto di proteine è discreto (6-7 per cento) mentre i grassi sono contenuti rispetto ad altri dolci. Una fetta di un etto fornisce circa 330 kcal. Sicuramente un panettone di qualità non contiene margarina al posto del burro.Nei prodotti migliori i conservanti sono sostituiti da una buona scelta nella qualità delle materie prime. Se farina, uova e altri ingredienti sono sicuri dal punto di vista igienico e la produzione è controllata, si può garantire una buona durata del panettone senza l'aggiunta di addittivi.
IL PANDORO
Originario di Verona, ha una lunga preparazione come il panettone però diversamente viene utilizzato insieme al lievito naturale anche il lievito di birra. Variano le proporzioni tra farina e zucchero, le dosi di quest'ultimo 
sono più alte, spariscono inoltre uvetta  e canditi. Più calorico rispetto al panettone per maggiore quota di zuccheri e di grassi: una fetta di 100 g. fornisce 440 kcal. I pandori migliori mettono in evidenza sull'etichetta la presenza di ingredienti “freschi” in contrapposizione a quelli a lunga conservazione: uova fresche contro uova conservate, burro fresco contro burro anidro, latte fresco contro latte in polvere. La cosa principale resta l'assenza di margarina e di conservanti.
SE SI VUOLE STARE LEGGERI e....
senza ansie per la linea basta seguire i seguenti suggerimenti: sia per il panettone che per il pandoro è meglio preferire le versioni tradizionali senza glasse né creme; se vengono serviti con una crema preparata dalla padrona di casa non esageriamo con le dosi: ha più calorie una porzione di crema che una fetta di panettone; se il pranzo o la cena sono stati abbondanti limitiamoci ad un assaggio di dolce e rimandiamo la fetta grande alla colazione.